Archive for Per un web migliore

Social site nella storia

// novembre 20th, 2009 // No Comments » // Accade nel Web, Per un web migliore

Il grafico seguente dice molto di come i Social Media abbiano impattato sul modo di vivere il web…
cosa vi viene in mente?

Social Sites Story

Facebook ora supporta le citazioni stile Twitter

// ottobre 7th, 2009 // No Comments » // Accade nel Web, Lezioni di Internet, Per un web migliore, Sviluppo e tips

Da qualche giorno Facebook ha integrato una nuova funzionalità per gli utilizzatori: quando scrivete qualcosa nel vostro stato potete “citare” contatti della vostra lista degli amici aggiungendo il carattere “@”. Il sistema aprirà una finestra in cui sarà possibile scegliere gli amici da associare a questo messaggio. Presto questa funzionalità sarà estesa anche alle applicazioni.

Facebook @ mentions

Un avviso sarà inviata automaticamente all’amico citato.
Cosa ne pensate?

Customer Experience – Parte III

// settembre 15th, 2009 // No Comments » // Lezioni di Internet, Per chi il Web lo fa, Per un web migliore, Web strategy

Customer Experience 3

Siamo giunti al terzo articolo della serie sulle condizioni per far vivere al cliente una esperienza “indimenticabile” in cui vedremo come ispirare il cliente in modo creativo. Nella prima parte della serie abbiamo visto come identificare il cliente. Nella seconda parte abbiamo visto come usare le informazioni che riguardano il nostro cliente per raggiungerlo in modo nuovo/innovativo. Nella quarta parte vedremo cosa fare nella fase post-vendita per consolidare l’esperienza.

1. Ricordatevi delle promesse fatte

Se costruite biciclette, scrivete manuali o vendete birra, gli affari sono comunque costruiti attorno alla capacità di fare e mantener fede a delle promesse. Si attira il cliente con la promessa veicolata dal messaggio che accompagna il vostro brand. Facciamo l’esempio di Webgriffe appunto: il nome (e gli slogan che gli associamo) è una chiara metafora dell’alta moda, della qualità, del “fatto su misura” in ambito web. I nostri clienti si aspettano questo e noi dobbiamo dimostrarlo con i fatti, altrimenti abbiamo preso in giro noi stessi e loro. È questa promessa che identifica la nostra azienda (la tua azienda) e la differenzia dai competitor. Questa caratteristica deve essere evidente in ogni momento della customer experience, incluso quello creativo. Aderire alla promessa, all’impegno che l’azienda porta avanti, rende la creatività rilevante e fa si che vada oltre il fare le cose “bene” e “belle”. I clienti devono raggiungere una chiara comprensione della vostra azienda, della filosofia e della mission aziendale: non è necessario che la condividano ma è importante che sia dichiarata ed esente da ambiguità.

2. Siate chiari sui vostri scopi

Quali sono i risultati desiderati a seguito di questa fase creativa? Focalizzando l’attenzione sullo scopo che dovrà avere l’elemento creativo sarà possibile evitare di immergersi a capofitto nel design con il rischio di perdersi. Cerco di spiegarmi meglio… i termini “lead generation” e “lead conversion” hanno due significati e obiettivi completamente diversi: lead generation ha a che vedere con il conquistare l’attenzione del cliente creando campagne appropriate e generando una reazione. Nella lead conversion invece abbiamo già l’attenzione del cliente, ma stiamo cercando di motivarlo al passo successivo: all’acquisto. Se capiamo e stabiliamo in modo preciso dove si colloca l’atto creativo e in quale direzione andare, allora sarà più semplice indirizzarlo e ottenere il massimo risultato. Il video che segue riassume perfettamente cosa accade quando non si ha ben chiaro lo scopo e non è chiara la direzione verso cui si vuole andare.

3. Siate semplici

Per essere efficace e suscitare attenzione il messaggio deve essere chiaro. “Chi troppo vuole nulla stringe”… ed è così, voler dire troppo può portare al risultato di non dire nulla di significativo. Spesso (vedi l’esempio del video precedente) le aziende sono convinte che messaggi plurimi e ridondanti siano percepiti come interessanti ed esaustivi. Non è così! Messaggi semplici ed immediati aiutano le persone a comprendere ciò che è veramente importante. Se un messaggio è semplice non vuol dire che ha poco valore, tutt’altro: è maggiore il lavoro di studio, selezione e verifica necessario per realizzare una idea creativa efficace con pochi fronzoli.

4. Siate coerenti

La creatività deve essere veicolabile attraverso i differenti media perché è così che il cliente interagisce. L’esperienza deve essere sostanzialmente la stessa indipendentemente dalla strada che sceglie l’utente finale. Se avete del materiale cartaceo di impatto (brochure, flyer ecc.) che usa immagini curate, colorate, ma un sito web con colori tenui, caratteri piccoli e immagini clip art il cliente è confuso: non capisce qual’è la vera immagine della vostra azienda e qual’è il messaggio che state cercando di comunicare. Questo modo di fare riflette la vostra abilità nel gestire il vostro brand. Se la customer experience cambia da un media all’altro non potranno che chiedersi: “Cos’altro non sanno fare?”

Qui si chiude la terza parte delle quattro previste. Sto scrivendo questa serie di articoli mosso dalla convinzione che i clienti inseguono, promuovono e rimangono fedeli a chi riesce a trascendere i loro bisogni immediati con empatia, professionalità e determinazione. Creare una customer experience di successo richiede molta preparazione, duro lavoro e costante attenzione.  Questo è ciò che ci mi prefiggo di fare nel mio lavoro di ogni giorno in Webgriffe.  Forniamo il duro lavoro e l’attenzione necessaria per aiutare le aziende a realizzare per i loro clienti delle grandi customer esperience.
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Online la nuova Adobe TV

// settembre 11th, 2009 // No Comments » // Accade nel Web, Per un web migliore

La nuova versione potenziata di Adobe TV è stata messa online da pochi giorni. Il team di sviluppo dichiara: “It’s the first website in the world to deploy a video player built with the Adobe Open Source Media Framework (aka Strobe), and one of the first sites built using Adobe ColdFusion 9.”

Il sito ha uun nuovo look & feel e nuove importanti feature:

  • Home page personalizzabile dall’utente
  • Navigazione e ricerca potenziate
  • Gestione degli episodi preferiti in “My Library”
  • Supporto alla condivisione dei video sui social network come Facebook, Digg, e StumbleUpon
  • RSS feeds degli show preferiti
  • Pop-out video player per visualizzare i video a qualsiasi dimensione
  • Commenti e Rating
  • Tag

Customer Experience – Parte II

// settembre 7th, 2009 // No Comments » // Lezioni di Internet, Per chi il Web lo fa, Per un web migliore, Web strategy

Customer Experience - Parte 2Nella prima parte ho scritto che per realizzare una esperienza positiva per il cliente bisogna conoscere il cliente (azienda, professionista o gruppo di persone), utilizzare dati e informazioni per entrarci in relazione in modo innovativo, ispirarli con soluzioni creative e infine analizzare i risultati per migliorare l’esperienza. Questa seconda parte tratterà le attività che ci permettono di comprendere il cliente e attrarlo con soluzioni innovative.

Mia nonna mi diceva sempre di diffidare dalle persone e che “Le persone non sono interessate a quel che ti sta a cuore finché non si prendono a cuore ciò che ti interessa.” Può sembrare ovvio, o scontato, ma ripensando a questa frase e ai casi di successo nel mio lavoro ho trovato molta vicinanza tra questo concetto e il pensiero scettico che contraddistingue spesso il cliente. Se il cliente invece capisce che a te sta a cuore il suo problema e che hai una vera soluzione alle sue necessità allora l’affare è fatto: anche il rapporto tra le parti diventa più genuino.

Raggiungere una soluzione che soddisfa pienamente i bisogni dei clienti implica innanzi tutto la comprensione dei loro bisogni reali. Come fai ad acquisire le informazioni utili per capire i reali bisogni del cliente? Ovvio direte, chiedendo! Sì, ma penso fermamente che alla base di tutto ci sia anche l’ascolto: quindi facciamo silenzio e lasciamo parlare l’interlocutore riguardo ai problemi che sta cercando di risolvere, i dubbi, le ansie, le difficoltà e i risultati che sta cercando di raggiungere con tanta fatica. Pian piano ci sarà chiaro il suo reale bisogno che al momento è irrisolto e gli sta generando una immensa attività dispersiva di risorse.

1. Smettiamo di parlare del prodotto/servizio

CLIENTE: “La nostra azienda ha bisogno di un blog.”
ACCOUNT: “Benissimo, noi realizziamo blog.”
CLIENTE: “Quanto costa?”
ACCOUNT: “Quanto avete intenzione di spendere?”
CLIENTE: “Sui 50,000 Euro: vogliamo il meglio!”
ACCOUNT: “Perfetto, abbiamo proprio il blog che vi serve, vi preparo un’offerta.”

Avete mai avuto una discussione del genere? In dieci anni di lavoro devo dire che qualche volta mi è capitato: sostituite la parola Blog con Sito Corporate, Web Game, CMR, CMS o quello che preferite. Purtroppo capita spesso così: qualcuno in una azienda decide che ha bisogno del prodotto o del servizio X, mette a disposizione un budget, trova l’azienda in grado di realizzarlo e poi torna a sedere e a guardare il progetto che lentamente affonda fino al fallimento senza il minimo ritorno di investimento. La reale soluzione è quella che genera valore e risolve problemi specifici e fa raggiungere specifici risultati. Senza questo obiettivo un progetto è statico e arido.

Il modo migliore per evitare questo è all’inizio del processo: smettiamo di parlare del prodotto/servizio. Finché non capite se e perché serve un determinato prodotto o servizio non parlatene. Non parlate delle nuove caratteristiche della versione 3.5 o  dei termini di assistenza o della flessibilità della piattaforma open source scelta. Non menzionate assolutamente sicurezza e affidabilità. Se la vostra azienda costruisce le migliori chitarre elettriche sul mercato ma il vostro cliente ha bisogno di una batteria non c’è personalizzazione, assistenza, garanzia, sconto o servizio supplementare che possa rendere felice il cliente o convincerlo a comprare una chitarra.

Quando sarete riusciti a smettere di parlare del prodotto il passo successivo sarà quello di trovare le reali esigenze… basterà comportarsi come un bimbo di 3 anni! :-)

2. Trovare le reali esigenze

Tre anni sono una età magica. Tutto è in funzione della nuova conquista (più o meno in corso) rappresentata dalla parola. Dopo anni di silenzio, versi o parole incomprensibili finalmente siete in grado di chiedere: “Perché?” e ne abusate in ogni situazione.

“Papà perché quell’uomo fuma?”
“Perché non posso stare in macchina senza cinture?”
“Perché non posso arrampicarmi sui muri come Spiderman?”
“Perché? Perché? Perché?”

Allo stesso modo dobbiamo essere desiderosi di comprendere i motivi che inducono i nostri clienti a chiederci determinati servizi o prodotti.

Quale problema avete notato nella vostra azienda che vi ha fatto orientare su un blog?
“Come mai vi siete accorti oggi di questo problema?”
“Se realizzassimo un blog perfetto, che risultati vorreste vedere?”
“Quali obiettivi state cercando di raggiungere?”
“Quali sono gli indicatori che potrebbero farci capire se la soluzione ha avuto successo?”

Scavando a fondo in questo tipo di domande ci permetterà di capire esattamente perché il cliente vi sta chiedendo proprio quel prodotto.
Il prossimo passo è mettere a frutto le informazioni per costruire una customer experience personalizzata sulle effettive esigenze del cliente.

3. Costruire un’esperienza per raggiungere i bisogni del cliente

I clienti non acquistano semplicemente un servizio, ma potremmo dire che prima di tutto “acquistano” la vostra azienda e poi il prodotto. La vostra azienda è il prodotto che il cliente sta acquistando. La loro esperienza come clienti la realizzano sul prodotto maggiormente venduto che siete voi stessi e non i vostri servizi. I clienti sono persone uniche, complesse, dotate di emozioni come chiunque e che interagisce con la vostra azienda in un modo non lineare e irrazionale. Cercando di comprendere il più possibile chi sono e perché hanno bisogno delle vostre soluzioni avrete la possibilità di utilizzare queste informazioni per dare vita a una customer experience incentrata attorno alle loro esigenze.

La costruzione di una customer experience, in cui è la nostra azienda e le persone che ne fanno parte che fa da valore aggiunto, è incentrata su tre aree:

Marketing experience (individuazione e acquisizione del cliente, strumenti ecc.)
Product experience (analisi e progettazione, user interface, ecc.)
Management experience (incontri e briefing, customer care, ecc.)

Orchestrando queste tre aree e sincronizzandole in modo da mantenere un comune approccio, il cliente non noterà cali di attenzione e di cura nei suoi confronti durante tutto il processo di lavoro.

Questa era la seconda parte della serie di articoli riguardanti la Customer Experience. Nel prossimo articolo parleremo di come ispirare i clienti in modo creative.
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