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Customer Experience – Parte I

// settembre 2nd, 2009 // No Comments » // Lezioni di Internet, Per chi il Web lo fa, Per un web migliore, Web strategy

Customer Experience - Parte IDa quando iniziai a lavorare nel mondo dell’IT (Information Technology) e in particolare negli anni successivi in cui nacque Webgriffe due sono state le domande che mi sono state poste più di ogni altra. La prima domanda è: “Cosa fa la tua azienda?” seguita da “In cosa consiste il tuo lavoro?” La mia risposta è maturata in “Ispirare i miei clienti”. Sì, chiunque voglia dar vita ad un progetto web, sebbene conosca alla perfezione i propri prodotti e li sappia promuovere commercialmente non si pone con la stessa filosofia nei confronti dei prodotti e servizi di cui sono destinatari.  Quando un servizio o un prodotto riesce a soddisfare i loro bisogni immediati ne diventano i principali promotori, li seguono e ne rimangono legati. Dare vita a questo tipo di customer experience richiede duro lavoro e molta attenzione. Questo è ciò che quotidianamente ci prefiggiamo di fare: studiare, progettare e realizzare soluzioni che possano rivelarsi per i nostri clienti delle eccellenti esperienze.

Per creare una grande customer experience bisogna innanzi tutto conoscere il cliente (azienda, professionista o gruppo di persone), utilizzare dati e informazioni per entrarci in relazione in modo innovativo, ispirarli con soluzioni creative e infine analizzare i risultati per migliorare l’esperienza.  Questo articolo tratta del primo di questi quattro step: identificare il cliente.

Conoscere i propri clienti

Il mio gommista mi conosce bene. Sa che ho una azienda. Conosce il nome dei miei figli. Ma cosa più importante conosce la mia macchina. Guido un monovolume Opel e sa che deve guardare sotto al pianale invece che nel baule per controllare la ruota di scorta anche se io non glielo dico. Mi ricorda con promemoria e appuntamenti i controlli periodici se voglio allungare la vita delle mie gomme e guidare in sicurezza. Io so che se mi dimentico una scadenza è lui che mi chiama e magari mi redarguisce per la disattenzione… e io sono molto soddisfatto e mi sento tranquillo con questo tipo di attenzione.
Proprio così, alla base di una grande esperienza c’è la conoscenza dei propri clienti e l’abilità di capirli in ogni situazione.

La conoscenza dei i propri clienti inizia con l’imparare più cose possibili su di loro. L’età, il sesso, il livello di istruzione la situazione economica…  Hanno la tendenza a coltivare o distruggere? Vogliono crescere o mantenere la posizione? Hanno bisogno dei vostri servizi dopo un determinato evento? Che idea hanno riguardo al mercato e ai consumatori?  Quando inizierete a porre questo tipo di domande capirete molto di più su chi sono realmente i vostro clienti. Poi è importante capire il perché stanno comprando il tuo servizio/prodotto. Quali criteri decisionali vengono prima di un eventuale acquisto? Quali sono le ragioni emotive e quali quelle razionali che li fanno acquistare? Quali barriere (psicologiche, sociali, economiche) devono superare? Chi deve approvare il budget per il progetto?

Una volta compreso il tuo cliente, e assumendo ne abbiate più di uno, avete bisogno di mantenere viva la relazione. Purtroppo questo è il punto cruciale… per fare una similitudine è lo stesso errore in cui le aziende incappano quando non distinguono tra tecnologia e sistema. La tecnologia è divertente. È cool. La compri e la impari. Purtroppo, come una motosega, è pericolosa se non la usi in modo appropriato. Spesso quello che manca è un rapporto sistematico con i clienti e si finisce per creare intrecci di relazioni inconsistenti… Il marketing invia offerte ai clienti che hanno appena acquistato un prodotto/servizio. Gli agenti fanno visita agli stessi clienti. I clienti si cancellano dalle newsletter e ne ricevono una qualche mese dopo. Il caos!
Conoscere e identificare i clienti è come costruire l’architettura di un sistema in grado di tenere traccia di loro e dei loro bisogni in modo consistente nella tua azienda.

Customer ExperienceSono di origine marchigiana e mia madre ama cucinare le migliori specialità di quella terra. Spesso la Domenica mi invita e prepara così tanto cibo che porto a casa e ci mangio anche la sera e il Lunedì. A mia madre piacciono le relazioni sociali e non riesce a passare tutto il tempo chiusa in cucina così ha imparato ad essere efficiente: questo significa che le cose stanno sempre negli stessi posti da anni. Nei 25 anni che ho passato in casa le posate erano sempre nello stesso ordine nel cassetto, lo zucchero sempre nello stesso angolo. Ogni cosa, una volta utilizzata, torna al suo posto ben definito. E questo per ognuno dei 4 traslochi intercorsi!
Le aziende oggi fanno l’esatto contrario. I dati sui clienti non sono mai nel posto giusto e mai in un solo posto. Magari in 5 database differenti su 5 piattaforme differenti in 5 server dislocati nei posti più remoti. Il marketing ha un paio di database. I commerciali un altro. Le vendite ha il suo e magari diverso dall’amministrazione. Una grande esperienza del cliente inizia con la capacità di identificarlo in modo semplice e globale. In un posto definito. Richiede molta attenzione e molto lavoro iniziale e costanza ma alla fine… saprete dove andare a prendere lo zucchero quando vi serve… e non lo scambierete con il sale!

Finisco qui.
Spero di non avervi annoiato (ce l’ho messa tutta) e di avervi dato qualche spunto.
Mi farebbe piacere conoscere le vostre impressioni e le vostre esperienze che potete lasciare nei commenti.
Nei prossimi giorni con la seconda parte: utilizzare dati e informazioni per entrarci in relazione in modo innovativo.

Profili creativi su Facebook: personalizza l’immagine del tuo profilo in modo originale

// luglio 28th, 2009 // No Comments » // Creatività e Design, Per un web migliore, Sviluppo e tips

Per deformazione professionale tendo sempre ad avere un approccio aperto alle cose, cercando di andare oltre l’impatto iniziale e gli schemi precostituiti. Non sono un rivoluzionario, sia chiaro, anche se sono indubbiamente un testardo. Così anche per quel che riguarda il mio profilo su Facebook ho sempre cercato di personalizzarlo con una immagine creativa che potesse sottolineare la mia indole fantasiosa.

Portroppo Facebook ad oggi non supporta l’utilizzo di immagini PNG trasparenti come immagini del profilo quindi se provate a caricare una PNG di questo tipo inevitabilmente viene visualizzato un riquadro bianco attorno al disegno… così l’unico sistema per ovviare a questo “limite” è quello di creare una immagine “ad hoc” che riprenda anche lo sfondo.

Vediamo come

Ingombro dell'immagine del profilo personale di FacebookCome potete vedere nell’immagine qui a fianco (click per ingrandire) l’area a disposizione per la foto è un rettangolo largo 200 pixel e alto a piacere.
Questo rettangolo è posizionato in modo da iniziare nella parte azzurro chiaro in alto nella pagina e continuare sotto dove la pagina diventa bianca.

Lo stacco da bianco ad azzurro può sembrare un muro bianco oltre quale si intravvede il cielo…
non vi pare?

L'immagine sul mio profilo di FacebookEcco perché ho pensato di personalizzare la mia pagina come nell’immagine qui a fianco…
una sorta di tentativo di evadere. :-)

Per iniziare è necessario partire da una base grafica che comprenda il “muro” bianco, il bordino e la zona azzurra in alto: ho creato un template di Photoshop utile per chi ha capacità grafiche ma anche una immagine JPG sulla quale i meno ferrati possono intervenire a piacere.
Scaricatele e iniziate a lavorarci come descritto di seguito.

Partite dal template vuoto e pensate a come poterlo personalizzare: si presta a una miriade di interpretazioni…
frogio amo il surrealismo e mi piace interpretare l’immagine del profilo in questa chiave.
Supponiamo di utilizzare l’immagina di una rana che si arrampica sul muro (vedi immagine a fianco).

Aprite il template che avete scaricato e inserite l’immagine della rana nella parte bianca dell’immagine.

Se l’immagine ha uno sfondo di altro colore basta intervenire su curve, livelli e correzione colore per adattarla al meglio (saperne un po’ di grafica aiuta).

FrogPer concludere tagliate l’immagine in basso in modo da togliere eventuale spazio bianco in eccesso.

Attenzione: non tagliate mai in alto!

Ed ecco qui a fianco il risultato finale.

Altre immagini di profilo realizzate

Mi sono divertito a creare diverse immagini che abbiamo pensato di condividere nella pagina dedicata alla mia azienda su Facebook.
Visitate la pagina, diventate fan e usate le immagini.

Se le utilizzate abbiate la cura di lasciare un messaggio!

Segnalate le vostre personalizzazioni nei commenti e contribuite alla diffusione di questo nuovo modo creativo di interpretare Facebook.
Buon divertimento!

Clienti difficili?

// maggio 27th, 2009 // 3 Comments » // Per chi il Web lo fa, Per un web migliore

Penso che ogni persona/azienda, con una propria attività lavorativa, abbia episodi e aneddoti tra i più disparati da raccontare sul rapporto con i propri clienti. Richieste impossibili o prive di buon gusto fino alla mancanza di rispetto e allo sminuire il lavoro di chi fa web.

Spesso le “bastonate” più grosse si hanno quando si è freelance e l’esperienza ancora è poca… ma anche dopo dieci anni di esperienza sul campo, anche nel rapporto tra azienda e azienda ci sono dinamiche che minano alla salute della collaborazione tra le parti. Spesso è questione di etica del lavoro e di valori personali: l’onestà è vista come “punto debole” sul quale far leva per ottenere qualsiasi cosa, la sincerità è presa con scetticismo e sfiducia, la trasparenza come “immaturità”… ce ne sarebbe da dire all’infinito.

E a te cosa è successo? Raccontalo nei commenti.

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10 aziende che fanno corporate blogging

// maggio 25th, 2009 // No Comments » // Lezioni di Internet, Per chi il Web lo fa, Per un web migliore

We love blogNon sono molte le aziende italiane che ad oggi utilizzano il blog come strumento di comunicazione aziendale. Tra quelli esistenti molti sono grigi, scialbi e non stimolano la discussione. I due terzi degli articoli faticano a ricevere commenti, il 70% è di tipo promozionale/commerciale e un buon 60% delle aziende pubblicano notizie di rassegna stampa o raccolte in rete. Questo ci fa dedurre che il corporate blogging italiano non sta bene, o meglio, ha ancora molta strada da percorrere prima di comprendere i modi e i tempi per far diventare questa attività importante e strategica.

La situazione internazionale è qualche passo avanti, in particolare se volgiamo lo sguardo verso USA e UK.
In altri paesi (ma ci sta arrivando anche l’Italia) le aziende hanno uno o più blog tramite i quali creano un canale un po’ più informale e diretto di comunicazione con i loro clienti, fan, collaboratori e partner. Questo dialogo bilaterale crea una relazione importante tra azienda e pubblico che è alla base del grande successo dei social network più diffusi: la comunicazione e la possibilità da parte dell’utente di entrare in questo dialogo senza rimanere passivo, ma generare contenuto, arricchisce l’azienda di informazioni importanti e soddisfa le attese del pubblico che si sente finalmente preso in considerazione.

Di seguito abbiamo elencato 10 aziende che lavorano in mercati differenti che fanno realmente “corporate blogging” e producono contenuti ricchi, utili, informativi, affascinanti e piacevoli da leggere anche se non si è loro clienti.

  • Dell
    Il blog di Dell è incentrato sul mondo dei prodotti e dei servizi dell’azienda, diviso in blog tematici, ma sempre instaurando un dialogo stimolante con i lettori che invoglia le persone a tornare e a lasciare commenti. I commenti dei lettori non sono ignorati ma “ascoltati” e per ognuno viene fornita una risposta competente. Dell pubblica regolarmente almeno un paio di articoli al giorno, e in questo modo incoraggia nuove visite e mantiene i fresco il blog. Da non perdere il blog Ideas In Action dove si discutono prodotti di prossima generazione e le idee degli utenti.
  • Lenovo
    Anche in questo caso, come Dell, si parla di blog al plurale. La collezione di blog curati dall’azienda costruttrice di computer Lenovo dimostra che la compagnia ha capito la forza di questo strumento. Lenovo scrive articoli riguardanti le loro linee di prodotti con riflessioni interessanti riguardo all’aspetto strategico, economico, tecnologico e del design. Dal mio punto di vista molto interessante e da non perdere il blog Design Matters dedicato ad ogni designer che si rispetti.
  • 37signals
    Il loro blog dal titolo “Signal vs. Noise” ha almeno 100,000 abbonati RSS… e ci sono buoni motivi: 37signals raramente scrive articoli riguardanti i loro prodotti, in tal caso crea per ogni prodotto un blog tematico. Sul blog si raccolgono considerazioni e pensieri riguardo il lavoro, gli affari, il web, usabilità, design cultura e altro ancora.
  • Adobe
    Adobe offre una vastissima collezione di blog di sviluppatori e personaggi di spicco dell’azienda. Alcuni di questi sono ottime letture. La forza di Adobe sta probabilmente proprio in questo approccio di satellizzazione dei blog dei suoi dipendenti che in questo modo “evangelizzano” il web parlando dei nuovi prodotti, realizzando tutorial, recensioni, dando consigli e consulenza, facendo costante promozione dei prodotti Adobe… ma non senza il giusto livello di sguardo critico e propositivo. Segnalo, per gli amanti della creatività e del design, il blog di John Nack,
  • BBC
    Oltre ai blog BBC ha pubblicato anche una serie di “behind-the-scenes” blog: molto interessanti, specialmente The Editors, in cui lo staff editoriale di BBC News disseziona il mondo del giornalismo televisivo e l’industria dei media in generale.
  • Sun Microsystems
    Come Adobe, Sun promuove l’attività di blogging dei suoi dipendenti. Anche in questo caso c’è molta produzione di contenuti da parte di oltre 4500 blogger con oltre 110000 articoli scritti. Alcuni di questi blog sono diventati molto popolari come quello di Arun Gupta in cui si parla di Web 2.0, e Web Services.
  • Marriott International
    “Marriott on the Move” è il blog ufficiale della catena di hotel del famigerato Bill Marriott. Marriott parla di esperienze e aneddoti nel mondo degli hotel e dei resort internazionali. Pensieri e opinioni espresse a clienti ma anche a colleghi. Marriot ha recentemente dichiarato che crede nel blog perché è “un grande mezzo in questi giorni e questa era, per comunicare con i tuoi clienti, fornitori, collaboratori e partner.” Noi concordiamo!
  • General Motors
    Il “Fastlane Blog” è un ottimo esempio di corporate blogging perché General Motors ha chiaramente realizzato che “rigurgitare” press release non è strategico ma utilizzare un blog per comunicare e informare con contenuti presi dalla rassegna stampa ma con uno stile più colloquiale può avere un maggior ritorno di interesse e partecipazione da parte dei lettori. General Motors nei suoi blog parla molto delle sue automobili e delle scelte progettuali durante il processo di creazione, ma spesso l’accento cade su temi bollenti come le energie alternative.
  • Accenture
    Accenture pubblica 8 blog di gran valore. Oltre che parlare di cosa Accenture può fare per le aziende, la compagnia ha scelto alcune brillanti persone del suo staff per redigere analisi e opinioni sull’andamento del mondo degli affari, della comunicazione, della tecnologia, della consulenza e della ricerca di lavoro.
  • Amazon Web Services
    Il blog di Amazon è un ottimo blog perché sembra un blog realizzato da appassionati. Non è facile capire che Jeff Barr, colui che scrive per AWS blog, è in effetti un Web Services Evangelist di Amazon just. Infatti scrive i suoi post senza fronzoli formali ma con la “voce” di uno che è realmente entusiasta del suo lavoro e della sua azienda… e questo rende il blog piacevole e seguito.

E tu quali blog aziendali segui? Scrivilo nei commenti.

Per gli studenti abruzzesi un aiuto dal web… ma dove?

// aprile 28th, 2009 // 1 Comment » // Per un web migliore

Non perdiamoci di vistaQuando lo scopo non è quello di fornire un servizio ma semplicemente diffondere notizie al fine di ottenere visibilità e ritorno di immagine.

Il caso scatenante questo articolo è la pubblicazione sulla newsletter di Palazzo Chigi di una notizia dal titolo: “Per gli studenti abruzzesi un aiuto dal web”. Riportiamo di seguito il testo apparso sulla newsletter:

Il ministro Mariastella Gelmini ha presentato, nel corso del Consiglio dei Ministri che si è tenuto in via straordinaria all’Aquila il 23 aprile scorso, i provvedimenti presi a favore delle scuole e delle università abruzzesi colpite dal terremoto del 6 aprile. Sono stati messi a disposizione degli studenti due siti internet a supporto della preparazione scolastica e per mantenere vive relazioni di amicizia e di studio tra quanti hanno dovuto lasciare la loro casa a seguito del terremoto. “Non perdiamoci di vista” è una piazza virtuale grazie alla quale gli studenti della scuole secondarie di I e II grado che, a seguito del sisma, sono stati costretti ad allontanarsi dall’Abruzzo si potranno ritrovare e rintracciare attraverso una mappa di geo-localizzazione sul territorio regionale o nazionale. Sul sito sono disponibili altri servizi quali: forum di discussione libera, blog di classe per raccogliere memorie, diari, foto e video per tenersi in contatto con gli amici lontani. On line anche la piattaforma tecnologica per prepararsi alla maturità, raggiungibile all’indirizzoesamedistatoabruzzo.indire.it. Attraverso la piattaforma, gli studenti potranno partecipare a gruppi di lavoro on-line suddivisi per aree disciplinari con il supporto di docenti esperti e con la collaborazione dei docenti delle scuole di appartenenza. Dalla piattaforma, gli studenti potranno accedere a forum, chat, lezioni in audio-video, aree per la condivisione di materiali e link selezionati per prepararsi ai colloqui pluridisciplinari dell’Esame di Stato.

Che dire se non complimentarsi per l’iniziativa e per il puntuale uso della tecnologia per fini utili e sociali.

Incuriositi dalla notizia andiamo a cercare il link al sito web “Non perdiamoci di vista”… ma dov’è?
Sul sito del Governo nessuna traccia (ad oggi).
Anche sul sito della Protezione Civile si sbandiera che il sito in questione è già online ma (ad oggi) non c’è traccia del link.
Sul sito del Ministero della Pubblica Istruzione (o meglio dell’Istruzione dell’Università e della Ricerca) non si trova la notizia… e manca addirittura la possibilità di effettuare una ricerca!

Ci viene quindi il dubbio che il sito in questione non sia neppure online: allora perché dare notizie del genere?