Customer Experience – Parte III
// settembre 15th, 2009 // No Comments » // Lezioni di Internet, Per chi il Web lo fa, Per un web migliore, Web strategy

Siamo giunti al terzo articolo della serie sulle condizioni per far vivere al cliente una esperienza “indimenticabile” in cui vedremo come ispirare il cliente in modo creativo. Nella prima parte della serie abbiamo visto come identificare il cliente. Nella seconda parte abbiamo visto come usare le informazioni che riguardano il nostro cliente per raggiungerlo in modo nuovo/innovativo. Nella quarta parte vedremo cosa fare nella fase post-vendita per consolidare l’esperienza.
1. Ricordatevi delle promesse fatte
Se costruite biciclette, scrivete manuali o vendete birra, gli affari sono comunque costruiti attorno alla capacità di fare e mantener fede a delle promesse. Si attira il cliente con la promessa veicolata dal messaggio che accompagna il vostro brand. Facciamo l’esempio di Webgriffe appunto: il nome (e gli slogan che gli associamo) è una chiara metafora dell’alta moda, della qualità, del “fatto su misura” in ambito web. I nostri clienti si aspettano questo e noi dobbiamo dimostrarlo con i fatti, altrimenti abbiamo preso in giro noi stessi e loro. È questa promessa che identifica la nostra azienda (la tua azienda) e la differenzia dai competitor. Questa caratteristica deve essere evidente in ogni momento della customer experience, incluso quello creativo. Aderire alla promessa, all’impegno che l’azienda porta avanti, rende la creatività rilevante e fa si che vada oltre il fare le cose “bene” e “belle”. I clienti devono raggiungere una chiara comprensione della vostra azienda, della filosofia e della mission aziendale: non è necessario che la condividano ma è importante che sia dichiarata ed esente da ambiguità.
2. Siate chiari sui vostri scopi
Quali sono i risultati desiderati a seguito di questa fase creativa? Focalizzando l’attenzione sullo scopo che dovrà avere l’elemento creativo sarà possibile evitare di immergersi a capofitto nel design con il rischio di perdersi. Cerco di spiegarmi meglio… i termini “lead generation” e “lead conversion” hanno due significati e obiettivi completamente diversi: lead generation ha a che vedere con il conquistare l’attenzione del cliente creando campagne appropriate e generando una reazione. Nella lead conversion invece abbiamo già l’attenzione del cliente, ma stiamo cercando di motivarlo al passo successivo: all’acquisto. Se capiamo e stabiliamo in modo preciso dove si colloca l’atto creativo e in quale direzione andare, allora sarà più semplice indirizzarlo e ottenere il massimo risultato. Il video che segue riassume perfettamente cosa accade quando non si ha ben chiaro lo scopo e non è chiara la direzione verso cui si vuole andare.
3. Siate semplici
Per essere efficace e suscitare attenzione il messaggio deve essere chiaro. “Chi troppo vuole nulla stringe”… ed è così, voler dire troppo può portare al risultato di non dire nulla di significativo. Spesso (vedi l’esempio del video precedente) le aziende sono convinte che messaggi plurimi e ridondanti siano percepiti come interessanti ed esaustivi. Non è così! Messaggi semplici ed immediati aiutano le persone a comprendere ciò che è veramente importante. Se un messaggio è semplice non vuol dire che ha poco valore, tutt’altro: è maggiore il lavoro di studio, selezione e verifica necessario per realizzare una idea creativa efficace con pochi fronzoli.
4. Siate coerenti
La creatività deve essere veicolabile attraverso i differenti media perché è così che il cliente interagisce. L’esperienza deve essere sostanzialmente la stessa indipendentemente dalla strada che sceglie l’utente finale. Se avete del materiale cartaceo di impatto (brochure, flyer ecc.) che usa immagini curate, colorate, ma un sito web con colori tenui, caratteri piccoli e immagini clip art il cliente è confuso: non capisce qual’è la vera immagine della vostra azienda e qual’è il messaggio che state cercando di comunicare. Questo modo di fare riflette la vostra abilità nel gestire il vostro brand. Se la customer experience cambia da un media all’altro non potranno che chiedersi: “Cos’altro non sanno fare?”
Qui si chiude la terza parte delle quattro previste. Sto scrivendo questa serie di articoli mosso dalla convinzione che i clienti inseguono, promuovono e rimangono fedeli a chi riesce a trascendere i loro bisogni immediati con empatia, professionalità e determinazione. Creare una customer experience di successo richiede molta preparazione, duro lavoro e costante attenzione. Questo è ciò che ci mi prefiggo di fare nel mio lavoro di ogni giorno in Webgriffe. Forniamo il duro lavoro e l’attenzione necessaria per aiutare le aziende a realizzare per i loro clienti delle grandi customer esperience.
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Nella
Da quando iniziai a lavorare nel mondo dell’IT (Information Technology) e in particolare negli anni successivi in cui nacque Webgriffe due sono state le domande che mi sono state poste più di ogni altra. La prima domanda è: “Cosa fa la tua azienda?” seguita da “In cosa consiste il tuo lavoro?” La mia risposta è maturata in “Ispirare i miei clienti”. Sì, chiunque voglia dar vita ad un progetto web, sebbene conosca alla perfezione i propri prodotti e li sappia promuovere commercialmente non si pone con la stessa filosofia nei confronti dei prodotti e servizi di cui sono destinatari. Quando un servizio o un prodotto riesce a soddisfare i loro bisogni immediati ne diventano i principali promotori, li seguono e ne rimangono legati. Dare vita a questo tipo di customer experience richiede duro lavoro e molta attenzione. Questo è ciò che quotidianamente ci prefiggiamo di fare: studiare, progettare e realizzare soluzioni che possano rivelarsi per i nostri clienti delle eccellenti esperienze.
Sono di origine marchigiana e mia madre ama cucinare le migliori specialità di quella terra. Spesso la Domenica mi invita e prepara così tanto cibo che porto a casa e ci mangio anche la sera e il Lunedì. A mia madre piacciono le relazioni sociali e non riesce a passare tutto il tempo chiusa in cucina così ha imparato ad essere efficiente: questo significa che le cose stanno sempre negli stessi posti da anni. Nei 25 anni che ho passato in casa le posate erano sempre nello stesso ordine nel cassetto, lo zucchero sempre nello stesso angolo. Ogni cosa, una volta utilizzata, torna al suo posto ben definito. E questo per ognuno dei 4 traslochi intercorsi!
Se siete lettori di blog che parlano di marketing e comunicazione d’impresa sarete certamente subissati di articoli riguardanti i motivi di avere un blog o un account di Twitter, o una fagina su Facebook e qualsiasi altra cosa che spesso non sapete nemmeno cosa significa. Anche mi madre che non ha un computer e non lo sa usare, ma legge assiduamente articoli di blog riportati su riviste e quotidiani, mi chiede cosa sia Facebook.
Nei prossimi dieci anni ci saranno tanti altri casi come questi.
















