I miei 5 più grandi errori da freelance
// ottobre 13th, 2007 // Per chi il Web lo fa
C’è un famoso proverbio che dice: “Sbagliando si impara”. Penso che sia molto importante imparare dai propri errori e soprattutto essere pronti ad analizzare le occasioni di insuccesso (ovviamente intendo a livello professionale) per trarne importanti insegnamenti per il futuro.
Mi riferisco a quando ero un freelance con poca esperienza alle spalle e ignoravo la complessità del lavoro e delle sue dinamiche, concentrato totalmente sull’attività produttiva e facendo scelte strategiche/commerciali poco o niente ponderate. Penso sia un processo e un percorso comune a molti…
Ogni freelance avrà la sua storia da raccontare… io racconto la mia esperienza e spero che qualcosa possa essere utile e che qualcuno di voi possa condividere tramite i commenti la propria esperienza.
1. Svendersi
Molti di noi lo hanno fatto a un certo punto e molti lo fanno ancora. Il denaro è un argomento difficile per molti ed anche per me è più facile parlarne ora che allora. Nel nostro lavoro di creativi e/o sviluppatori ognuno di noi ha il diritto a chiedere il giusto e questo vale ancora di più quando si ha molta esperienza alle spalle. Ma cose si fa a sapere se il prezzo che stiamo facendo è giusto o troppo basso? Se fate lavori di buona qualità e non perdete mai una commessa allora i vostri prezzi sono troppo bassi.
Fare prezzi bassi vuol dire avere a disposizione meno ore di quelle necessarie per un lavoro e quindi dover lavorare male e più velocemente. C’è anche il caso di lavori che richiedono persone molto esperte anche se poi impegnano poco tempo: ci vuole un attimo per fare un click ma bisogna sapere in che ordine e secondo quali regole.
2. Dipendenza
Nessun cliente ha il diritto di monopolizzare il vostro tempo anche se sono convinti di pagarvi bene e lo siete anche voi. Quando un cliente occupa costantemente tutto il vostro tempo non è più un cliente ma un “capo” e voi siete i dipendenti: salta la dinamica tra cliente e fornitore. Ricordate che come avete bisogno di lavorare attivamente a dei progetti avete bisogno anche di tempo per curare il vostro network di contatti e per progettare e pianificare le vostre strategie commerciali future. Permettere ad un cliente di gestire tutte le mie ore come fossero sue è stato il mio errore più frequente e il peggiore, perché al termine del contratto mi ritrovavo senza alcun cliente. L’ideale è avere più di un contratto attivo (e un po’ di respiro), affinché la perdita di un cliente sia ammortizzata dalla presenza degli altri disposti a coprire le ore rimaste libere.
3. Parole parole parole…
Fare accordi a parole penso sia la tentazione più grande che ho sempre avuto e che nasce soprattutto dalla mia indole di fidarmi delle persone. Spesso capita che vi vengano proposti contratti che però non riportano tutto quello che dovrebbero e lasciano molte cose in sospeso: nel dubbio meglio chiedere di aggiungere una riga in più al contratto anche se vi sembrano cose scontate. Non sottovalutate temi come la tutela del copyright, la riservatezza delle informazioni e la proprietà dei sorgenti. È un vostro diritto chiedere di essere tutelati in modo adeguato ma anche un dovere fornire le adeguate garanzie.
4. Dire sempre “Sì”
La paura può far fare cose stupide. C’è voluto veramente molto prima che iniziassi a rifiutare dei lavori e comunque prima ho dovuto superare alcuni degli errori descritti sopra. Alcune volte è semplice capire quando dire no: quando ci chiedono di lavorare a gratis ovvio! Altre volte, o meglio la maggior parte delle volte, è più difficile capire se sia il momento di mettere un freno a una determinata richiesta ed è ancor più duro trovarne il coraggio. L’importante è tenere a mente che un cattivo affare può danneggiarci di più che la rinuncia al lavoro. Siate preparati a non accettare ogni cosa che vi viene proposta e, cosa importantissima, a rimanere sempre tranquilli e amichevoli con i vostri clienti anche nel momento del No.
5. Nessun seguito
Finito un lavoro e inviata la fattura la mia parte era finita e me ne stavo in attesa di un nuovo cliente e un nuovo incarico. Ho imparato col tempo che un cliente soddisfatto può essere una risorsa costante di lavoro sia in termini di nuovi progetti sia come tramite per il contatto di nuovi clienti. Fatevi scrivere quanto sono effettivamente soddisfatti e felici per il risultato raggiunto e non fatevi scrupoli a chiedere di farvi pubblicità. Ogni referenza di questo tipo è spendibile alla pari di altri successi professionali.
Come ognuno di noi ogni giorno sto imparando nuove lezioni e le affronto con minor paura e maggior consapevolezza.
Quali sono le vostre esperienze in proposito? Condividetele nei commenti.


































































L’avrei potuto scrivere io questo Post! Sono d’accordo al 100%, nulla escluso. Se ti può essere ti conforto capita anche me e il bello è che anche se conosco perfettamente questi “punti” continuo a trascurarli ;) Insomma, sbagliare è umano ma perseverare e diabolico. Io sono diabolico ;)
Hey Christian! I am from France so I cant comment in your language. I hope you speak a little English.
I like your article about the mistakes of the freelance. As a beginner in this area, it was very helpfull to me!I agree 100%
PS :thanks to GOOGLE for the translation of your site :-)
take care
Concordo in pieno e vorrei aggiungere una considerazione relativamente ai prezzi.
Se lo si considera da un punto di vista professionale è relativamente semplice calcolare un prezzo minimo di partenza: in un anno si deve considerare lo stipendio lordo che si vuol realizzare e a questo aggiungere le spese di INPS, commercialista, aggiornamento hardware, software e professionale, i costi di un ufficio, del vitto, delle trasferte. Accontentandosi di uno stipendio netto che si aggira sui 1200 euro (stiamo parlando quindi di cifre per le quali viene davvero da domandarsi il fatidico “chi me lo ha fatto fare”) salta fuori che un’ora di lavoro costa almeno 25-30 euro iva esclusa. Non ho considerato molti costi aggiuntivi, ad esempio assicurazioni varie che tutelino il lavoro, il lavoratore e di conseguenza il cliente.
Se un cliente strabuzza gli occhi di fronte a cifre come queste significa che non ci siamo. E purtroppo succede quotidianamente.
Chi fa lo stesso mestiere in maniera non professionale abbatte la quasi totalità dei costi di cui sopra e soprattutto abbatte il mercato. In altre parole fa concorrenza sleale.
Il cliente naturalmente può decidere di rivolgersi a chi vuole ma a mio avviso non dovrebbe permettersi la libertà di contestare i prezzi, soprattutto quando questi si riferiscono ad un servizio il cui valore non è oggettivo ma sta nella qualità e nella professionalità di chi lo fornisce.
Concordo appieno il tuo discorso, soprattutto per la “svendita” (che rovina il mercato di tutti quanti) e del “cliente-padrone”, il quale si prende la libertà di chiedere continuamente tempo, senza però chiedersi se questo è corretto nei confronti di chi si trova davanti.
Poi, quante volte ci si sente dire “ma io trovo chi me lo fa a meno” oppure il più diretto (e maleducato) “sei troppo caro!”.
Certo, non viviamo in un paese dove chiunque può fare “budella d’oro” ed è giusto guardare ai costi (ognuno ha i suoi), però non si può “martoriare” continuamente chi, in modo semplice ma professionale si rivolge alla propria clientela con il proprio tariffario.
Bel post. Ti parlo da lavoratore dipendente che in passato ha avuto ritagli di attività freelance, ma non si è ancora deciso a fare il passo.
Credo che resterò ancora col dubbio, ma articoli come il tuo sono sicuramente utili a capire meglio tutte le problematiche.
Ciao!
il tuo post è stato davvero interessante e inìstruttivo,ma io ancora mi domando quanto chiedere per il mio lavoro…..sto cominciando adesso ad affacciarmi al mondo del lavoro freelance,e mi hanno appena commissionato la realizzazione di una brochure che penso di creare in Indesign…partendo dal presupposto che non l’ho mai aperto!ma credo sia quello piu facile e veloce.Perciò come dovrei muovermi secondo te?calcolare a ore la paga?o a lavoro finito?
grazie
ciaociao!
Ciao Daniela,
il calcolo del prezzo da dare al tuo lavoro non è affatto semplice.
Sicuramente per iniziare ti consiglio di cercare di farti una idea della tua tariffa oraria/giornaliera. Per fare questo puoi banalmente iniziare a pensare a quali costi mensili hai (INPS, affitto, canone telefonico, bollette varie, commercialista, avvocato e chi più ne ha più ne metta…) ci aggiungi il guadagno mensile che desideri e poi dividi per i giorni e le ore.
Questo ti da una prima idea di costo orario che non dovrai far altro che moltiplicare per le ore che stimi di impiegare per il progetto. Puoi ragionare anche all’inverso, ossia pensi alla retribuzione mensile/annua netta a cui aspiri, ci aggiungi tutti i costi e le tasse in questione e dividi per le ore utili in un anno.
Imparare a capire in quale tempo riesci a portare a compimento un progetto richiede un po’ di esperienza sul campo e solo dopo molti progetti inizierai a capire che un progetto qualsiasi ha un prezzo di partenza minimo sotto il quale sei sicuramente in perdita. Ricorda di tenere presente nel conteggio delle ore richieste dal progetto anche dei tempi di briefing con il cliente, dei tempi di ricerca e selezione, telefonate e stesura del preventivo ecc.
Fatti pagare sempre un anticipo prima di muovere un dito all’accettazione del preventivo!
In bocca al lupo.
Il post è molto utile e tratta di casi concreti molto frequenti nella vita professionale di un free lance.
Aggiungerei una nota per quanto riguarda la continuità di rapporto “non sempre desiderata” cn alcuni clienti difficili…e pretenziosi.
E’ un ottima cosa anche chiedere di rilasciare al cliente una firma di “consegna ” lavoro a rapporto ultimato…un documento che mette il libero professionista con le spalle al coperto da rivalse e “dubbi dell’ultimo momento” che spesso molti clienti hanno.
Il cliente sa che quando esce dallo studio, ha saldato i sospesi, ed il lavoro gli è stato consegnato i giochi sono fatti, e se vorrà modifiche 12 mesi dopo (mi è purtroppo capitato anche questo) il tutto verrà considerato come un differente lavoro e lo dovrà pagare a parte.
Ciao Cris e grazie per aver sollevato la questione della “consegna del lavoro”.
Nella mia esperienza di freelance, ed ora titolare di una azienda, è sempre stato un tema caldo e molto delicato che richiede una grossa dose di serietà e lucidità da parte del Fornitore (intendo nel nostro caso il freelance) e di onestà e consapevolezza da parte del Committente. Voglio dire che il freelance può scrivere e contrattualizzare qualsiasi cosa ma, per quanto possa fare contando sulle proprie forze, non riuscirà mai a mettersi al riparo da tutte le noie che un cliente può creare (in modo premeditato o no).
Dopo più di 10 anni di lavoro in ambito web ho dovuto cambiare e modificare i termini contrattuali un numero smisurato di volte e negli ultimi anni sotto la supervisione di un legale. La legge non risolve tutti i problemi, anzi… l’esperienza è sempre la prima fonte di idee e suggerimenti e anche confrontarsi con altri “colleghi” e farsi raccontare come loro hanno affrontato il problema può essere molto di aiuto.
Ritornando a quel che scrivi… sono d’accordo sull’individuare e definire la consegna del progetto con i termini e le specifiche del caso.
Non abbiate scrupoli a scrivere in modo dettagliato e maniacale cosa vi viene richiesto e di farlo sottoscrivere al cliente per approvazione, ma non dimenticativi di scrivere anche ciò che non farete e ciò che non è compreso nel lavoro se potrebbero esserci dei dubbi.