Social site nella storia
// novembre 20th, 2009 // No Comments » // Accade nel Web, Per un web migliore
Il grafico seguente dice molto di come i Social Media abbiano impattato sul modo di vivere il web…
cosa vi viene in mente?
Questo sito è il blog personale di Cristian Galletti, co-fondatore di Webgriffe, agenzia specializzata nella realizzazione di progetti multimediali creativi e nello sviluppo di soluzioni software evolute.
// novembre 20th, 2009 // No Comments » // Accade nel Web, Per un web migliore
Il grafico seguente dice molto di come i Social Media abbiano impattato sul modo di vivere il web…
cosa vi viene in mente?
// agosto 27th, 2009 // No Comments » // Accade nel Web, Lezioni di Internet, Web strategy
Se siete lettori di blog che parlano di marketing e comunicazione d’impresa sarete certamente subissati di articoli riguardanti i motivi di avere un blog o un account di Twitter, o una fagina su Facebook e qualsiasi altra cosa che spesso non sapete nemmeno cosa significa. Anche mi madre che non ha un computer e non lo sa usare, ma legge assiduamente articoli di blog riportati su riviste e quotidiani, mi chiede cosa sia Facebook.
E malgrado questo bombardamento c’è ancora molta gente e molti imprenditori che pensano di non aver bisogo di un blog!
Nei prossimi cinque minuti vorrei cercare di convincervi dell’importanza di tuffarsi nel mondo dei blog, di Twitter, di Facebook ecc.
Torniamo indietro di 10 anni al 1998 (ai miei inizi guarda caso)…
era un periodo in cui chiunque e ogni azienda (forse è il caso di limitarsi al mondo occidentale anche se non mi piace questa espressione) era convinta di aver bisogno di un sito web. Sì, era paradossale (confrontata ad oggi) la domanda di siti web e la fiducia che il committente riponeva in questo investimento.
Il bello è che nessuno la minima idea di cosa potesse farsene di un sito web. Era una brochure? Una vetrina? Un manifesto? Qualcuno diceva: “È un nuovo modo di fare business.” La gente rimaneva senz’altro a bocca aperta… ma cosa diavolo significava?
Ormai la cosa aveva preso una strana piega per cui se non avevi un sito web eri invisibile. Sia chiaro, non semplicemente difficile da contattare, no, invisibile!
Ogni azienda si muoveva già per suo conto in pubblicità e public relations per raggiungere le persone con i propri slogan, ma poi cosa accadeva? Le persone venivano ad acquistare al negozio? Chiamavano il numero verde per maggiori informazioni? No, nel 1998 la gente voleva un indirizzo internet e se non avevi da darglielo avevano finito con te. L’era del HTTP:// era iniziata e chiunque doveva avere un sito (mi viene da ridere oggi).
Attenzione però, le aziende continuavano a non avere idea dell’utilità di un sito web, ma avevano almeno capito di non avere scelta: se non lo facevano, lo faceva il loro diretto concorrente, e anche se si trattava di fare qualcosa di cui non si capiva il senso e non si percepiva il valore lo si faceva ad ogni costo (purtroppo la bolla speculativa che ne è risultata ha fatto saltare il sistema pochi anni dopo).
Come puoi arricchirti col web? Nessuno può insegnarlo e anche quelli che cercavano di convincere il mondo a “vivere” nel web non avevano idea del vero potenziale di internet. Internet non è semplicemente “un altro media” ma è capace di creare quelle condizioni e opportunità per cui Amazon è diventato 34 volte più grande di Barnes & Noble, o dove NetFlix ha affondato Blockbuster, e ancora dove Skype vale 2.6 Miliardi di Dollari mentre le compagnie di telecomunicazioni sono in crisi.
Non si tratta solo di un nuovo media, è un mondo completamente differente dove i modelli di business sono diversi rispetto al mondo reale. Da un punto di vista economico è un mercato parallelo a quello reale in grado di offrire infinite opportunità grazie alla riduzione degli spazi e dei tempi e alla sua natura digitale. Credo fermamente che la data della “scoperta” del web dovrà essere ricordata come quella della scoperta dell’America.
Torniamo ad oggi e possiamo notare che il disegno di dieci anni fa è cambiato notevolmente.
Oggi, anche se hai un sito web nuovo sei invisibile in Internet!
Prendiamo per esempio photoDiary, una applicazione realizzata qualche anno fa dal mio studio per creare in modo semplice e veloce un proprio blog fotografico. La mia azienda non ha interesse ad arricchirsi con questa applicazione che infatti ha rilasciato in open-source… ma supponiamo per un attimo di sì.
photoDiary è praticamente invisibile. Come potreste trovarlo? Cercando su Google “photo blog”? Eheh non scherziamo! Qualsiasi motore di ricerca al mondo non indicizzerebbe mai un nuovo sito web nei primi posti per queste parole chiave, troppo diffuse e abusate.
Quindi che possiamo fare per raggiungere il nostro target, i blogger? Mettere una pubblicità in una rivista per blogger? Oops, i blogger non leggono riviste cartacee. Ok allora faremo pubblicità su blog famosi e frequentati! Oops, i blogger leggono i blog con gli RSS readers che (normalmente) non mostrano pubblicità.
Prendiamone atto: photoDiary è invisible. Sì, ci sono un sacco di articoli apparsi su blog e portali che ne parlano ma non bastano a fargli spiccare il volo.
I giorni del “fai un sito e pubblicizzalo” sono finiti. È troppo costoso essere notati in una Internet che è piena.
I social media rimangono la sola via in cui photoDiary può prendere slancio: cerchiamo di capire il perché. Se Darren Rowse o Brian Clark ne parlano allora è visibile. Se raggiunge la prima pagina di Digg è molto visibile. Una volta che è visibile, una volta che avrà molti link in entrata e molto traffico allora avremo la possibilità di iniziare ad utilizzare tutte le più dispendiose tecniche di SEO per rimanere visibili il più a lungo possibile. Si parla di investimenti che hanno almeno quattro zeri. I social media sono gratuiti invece e rimangono l’unica strada per evitare rallentamenti e spese folli di denaro.
I social media stanno cambiando le regole del mercato, proprio allo stesso modo in cui il web lo fece dieci anni fa. È tutto in movimento e ancora si può solo ipotizzare dove si stia andando, ma è chiaro che i tempi stanno cambiando e chi non salta sul treno alla svelta rischia di fare la fine della stampa.
Nei prossimi dieci anni ci saranno tanti altri casi come questi.
Resteranno immutati gli attuali siti e social network? No.
Saremo in grado di capire nell’immediato come utilizzarli nel modo migliore? No.
Ci saranno nuovi strumenti tipo questi in futuro? Sicuro.
Ma oggi e nel futuro prossimo questa è la realtà dei fatti: dovete buttarvi dentro ai social media anche se non li capite!
Se volete una spinta io sono qui ;-)
// maggio 25th, 2009 // No Comments » // Lezioni di Internet, Per chi il Web lo fa, Per un web migliore
Non sono molte le aziende italiane che ad oggi utilizzano il blog come strumento di comunicazione aziendale. Tra quelli esistenti molti sono grigi, scialbi e non stimolano la discussione. I due terzi degli articoli faticano a ricevere commenti, il 70% è di tipo promozionale/commerciale e un buon 60% delle aziende pubblicano notizie di rassegna stampa o raccolte in rete. Questo ci fa dedurre che il corporate blogging italiano non sta bene, o meglio, ha ancora molta strada da percorrere prima di comprendere i modi e i tempi per far diventare questa attività importante e strategica.
La situazione internazionale è qualche passo avanti, in particolare se volgiamo lo sguardo verso USA e UK.
In altri paesi (ma ci sta arrivando anche l’Italia) le aziende hanno uno o più blog tramite i quali creano un canale un po’ più informale e diretto di comunicazione con i loro clienti, fan, collaboratori e partner. Questo dialogo bilaterale crea una relazione importante tra azienda e pubblico che è alla base del grande successo dei social network più diffusi: la comunicazione e la possibilità da parte dell’utente di entrare in questo dialogo senza rimanere passivo, ma generare contenuto, arricchisce l’azienda di informazioni importanti e soddisfa le attese del pubblico che si sente finalmente preso in considerazione.
Di seguito abbiamo elencato 10 aziende che lavorano in mercati differenti che fanno realmente “corporate blogging” e producono contenuti ricchi, utili, informativi, affascinanti e piacevoli da leggere anche se non si è loro clienti.
E tu quali blog aziendali segui? Scrivilo nei commenti.
// aprile 28th, 2009 // 1 Comment » // Per un web migliore
Quando lo scopo non è quello di fornire un servizio ma semplicemente diffondere notizie al fine di ottenere visibilità e ritorno di immagine.
Il caso scatenante questo articolo è la pubblicazione sulla newsletter di Palazzo Chigi di una notizia dal titolo: “Per gli studenti abruzzesi un aiuto dal web”. Riportiamo di seguito il testo apparso sulla newsletter:
Il ministro Mariastella Gelmini ha presentato, nel corso del Consiglio dei Ministri che si è tenuto in via straordinaria all’Aquila il 23 aprile scorso, i provvedimenti presi a favore delle scuole e delle università abruzzesi colpite dal terremoto del 6 aprile. Sono stati messi a disposizione degli studenti due siti internet a supporto della preparazione scolastica e per mantenere vive relazioni di amicizia e di studio tra quanti hanno dovuto lasciare la loro casa a seguito del terremoto. “Non perdiamoci di vista” è una piazza virtuale grazie alla quale gli studenti della scuole secondarie di I e II grado che, a seguito del sisma, sono stati costretti ad allontanarsi dall’Abruzzo si potranno ritrovare e rintracciare attraverso una mappa di geo-localizzazione sul territorio regionale o nazionale. Sul sito sono disponibili altri servizi quali: forum di discussione libera, blog di classe per raccogliere memorie, diari, foto e video per tenersi in contatto con gli amici lontani. On line anche la piattaforma tecnologica per prepararsi alla maturità, raggiungibile all’indirizzoesamedistatoabruzzo.indire.it. Attraverso la piattaforma, gli studenti potranno partecipare a gruppi di lavoro on-line suddivisi per aree disciplinari con il supporto di docenti esperti e con la collaborazione dei docenti delle scuole di appartenenza. Dalla piattaforma, gli studenti potranno accedere a forum, chat, lezioni in audio-video, aree per la condivisione di materiali e link selezionati per prepararsi ai colloqui pluridisciplinari dell’Esame di Stato.
Che dire se non complimentarsi per l’iniziativa e per il puntuale uso della tecnologia per fini utili e sociali.
Incuriositi dalla notizia andiamo a cercare il link al sito web “Non perdiamoci di vista”… ma dov’è?
Sul sito del Governo nessuna traccia (ad oggi).
Anche sul sito della Protezione Civile si sbandiera che il sito in questione è già online ma (ad oggi) non c’è traccia del link.
Sul sito del Ministero della Pubblica Istruzione (o meglio dell’Istruzione dell’Università e della Ricerca) non si trova la notizia… e manca addirittura la possibilità di effettuare una ricerca!
Ci viene quindi il dubbio che il sito in questione non sia neppure online: allora perché dare notizie del genere?
// luglio 31st, 2008 // No Comments » // Lezioni di Internet
Io sto ancora ridendo… purtroppo c’è una grossa fetta di verità.